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“La Lanterna Magica”
Perché “La Lanterna Magica”? Perché il cinema è magia. Sul grande telo bianco si muovono persone che parlano tra loro, sfilano storie emozionanti, scorre perfino il tempo. Un giorno quel grande telo parla dei Cavalieri della Tavola Rotonda, il giorno dopo di astronavi e pianeti lontani, il giorno dopo ancora della conquista del West. Su quello schermo le persone che vediamo - gente che non conosciamo - fanno tante cose incredibili: si baciano, si sparano, fuggono, cantano, muoiono. E qualche volta ci portiamo, nel cuore, qualcuna di quelle persone a casa nostra. Il film è, dunque, un’occasione per entrare nel mondo dell’illusione, una porta magica - uno “Stargate” - verso il mondo della Fantasia.
Purtroppo, oggi, molti cinema sono spariti, al loro posto sono arrivate altre cose: supermercati, banche, parcheggi. Cose utili, che hanno bisogno del loro spazio. Ma noi abbiamo bisogno di emozionarci, di sognare, di stupirci. In fondo, siamo fortunati. Viviamo in una città nella quale ci sono due sale cinematografiche. Ma ci sono anche città dove i cinema rischiano di non esistere più. Sparire, essere divorati dai luoghi che servono a comprare e vendere, a trattare investimenti e tassi di interesse. Ma un cinema che chiude è un assassinio della fantasia. Come se, d’improvviso, un albero diventasse una banca, un torrente un supermercato, due innamorati che si baciano una palestra.
Vorremmo che le sale cinematografiche non scomparissero.
Perché al cinema si vedono molte cose di più di quelle alle quali ci ha abituato il nostro ventisette pollici. Perché il cinema ha bisogno di grandi spazi, di suoni forti. La faccia del mio attore preferito deve essere più grande di me. In questo la tv è cattiva, comprime le emozioni nella freddezza piccola e composta dello schermo tv. Al cinema, quando l’astronave di “2001: Odissea nello spazio” varca l’infinito e i colori cominciano a scorrere veloci provai un’immensa emozione. Il piccolo schermo toglie molto dell’immenso fascino della sequenza del cielo con la musica di Strauss o ai giri di trecentosessanta gradi nell’astronave. Dunque, tra il visto in tv e al cinema, c’è la stessa differenza che esiste tra un grande albero e un bonsai.
Il cinema è fatto per il cinema. Al cinema ho imparato, credo, le cose più importanti della vita. Ho imparato a sognare, a emozionarmi per qualcosa che non mi riguardava direttamente. Il cinema mi fa venire voglia di leggere e, leggendo, vedo le immagini del romanzo, come in un film. E, dunque, leggere mi fa venire voglia di andare al cinema. E continuerà così, per tutta la vita. Ogni volta che rivedremo un film che ci è piaciuto lo troveremo diverso. Costringendoci a usare la fantasia, quel film ci farà scoprire come siamo cambiati. Il cinema rende le persone più ricche. Se ne vedremo tanto avremo più fantasia ed emozioni. Probabilmente molti che stanno leggendo penseranno: ma perché vedere i film al cinema?
Perché la sala cinematografica è, e sarà sempre, uno straordinario luogo di aggregazione mentre le immagini affascinanti diventano “sguardo” della memoria personale e “sogno” dell’immaginario collettivo: l’autentico e unico antidoto alla “solitudine di massa”, della quale, oggi, tanti sociologi parlano. Il mio sogno, da bambino, era di avere dentro, un giorno, tutte le storie del mondo. Vedere tutti i film, leggere tutti i libri. Vivere, attraverso le storie degli altri, un numero infinito di vite. E’ così bello comprare i biglietti, farseli strappare, scansare le tende, cercare il posto migliore, aspettare che si spengano le luci. E’ come partire per un viaggio, un viaggio lungo, talvolta tre o anche quattro ore perché - come disse Claude Lelouch - sono necessarie per raccontare delle belle storie, delle grandi storie. Storie di uomini e di donne, la vita stessa.
Io mi emoziono ancora, quando vado al cinema. Ogni volta che entro, mi siedo e penso, scioccamente, che “ce l’ho fatta”, come se fosse una grande impresa, non perdere questa magia: il cinema. E nel buio non c’è nient’altro. Non c’è il telefonino, non c’è la cena che arriva, nessuno ti può parlare. E c’è tutta la vita. E, dunque, la vita si nutre di cinema, uno spazio meraviglioso che spinge i desideri a esprimersi. E’ un sogno, è reale? Entrambe le cose. Sono i film che portiamo dentro di noi, e la nostra memoria si nutre di cinema, e il reale si nutre del sogno, di quella grande magia. Come dice Alfredo, il saggio proiezionista del “Cinema Paradiso”: “Il cinema è il ricordo, il cinema è la vita”.
Non vorrei davvero parlare delle sale cinematografiche come se fossero dei panda in estinzione. Il cinema è una straordinaria risorsa.All’estero il nostro Paese è famoso non soltanto per cose come la gastronomia, i calciatori, la moda, la bellezza delle città, ma anche perché è il Paese di Antonioni e di Fellini, di Visconti e di Vittorio De Sica. Perché Italia significa cinema. Perché cinema significa avere fantasia. Perché, come diceva Orson Welles “Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. E' la cosa da fare.”
Wolfango Horn Assessore alla cultura e alla comunicazione
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